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Anoressia come causa dell’osteoporosi: un rischio concreto

L’osteoporosi è una seria complicazione per chi soffre di disordini alimentari come l’anoressia. In Italia uno studio condotto su soggetti di età media pari a 25 anni ha individuato una presenza di una persona anoressica ogni 150 – 500 con una tendenza alla crescita. L’ampia forchetta dipende da criteri non totalmente condivisi nella definizione di questo tipo di disordine.

Cos’è l’anoressia nervosa

L’anoressia nervosa è un disordine dell’alimentazione caratterizzato da una paura irrazionale di aumentare peso. Paura tale da spingere l’individuo a vedersi grasso anche in condizioni di magrezza. La cosa conduce a severe diete autoimposte che causano carenza di nutrienti fondamentali al funzionamento dell’organismo e, in rari casi, anche alla morte.

L’anoressia si manifesta essenzialmente in due modi:

  • la mancata assunzione del cibo;
  • alimentazione abbondante con successiva eliminazione attraverso il vomito, l’uso di farmaci e attività fisiche eccessive.

La problematica affligge quasi essenzialmente donne e raramente di età superiore ai 40 anni. In età prepuberale potrebbe portare ad un ritardo del menarca – prima mestruazione – mentre, in età più avanzata a mestruazioni non regolari fino all’amenorrea (totale assenza). Quest’ultima, come conseguenza, potrebbe condurre ad anomalie nella produzione degli ormoni da parte dell’organismo.

Cosa lega l’anoressia nervosa all’osteoporosi?

Proprio gli scompensi ormonali appena menzionati, unitamente alle ridotte fonti di nutrienti, condizionano negativamente il metabolismo dell’osso. In particolare sono i bassi livelli di estrogeni derivanti dal ciclo mestruale compromesso che causano la perdita di densità ossea. Il meccanismo nel caso dell’uomo è simile ma coinvolge il testosterone che gioca un ruolo fondamentale per lo scheletro maschile al pari degli estrogeni per la donna.

In aggiunta, gli individui che soffrono di anoressia spesso producono un eccesso di cortisolo, un ormone che causa la perdita ossea.

Ricordando che il picco di massa ossea si raggiunge prima dei trent’anni e che questa deve fungere da riserva per il resto della vita, risulta chiaro come l’anoressia in età giovanile possa condizionare la salute ossea di donne in età avanzata, anche se uscite dal tunnel del disordine alimentare, aumentando il rischio di frattura.

L’Irish Osteoporosis Society si spinge verso affermazioni molto chiare:

  • i risultati della MOC in soggetti affetti da disordini alimentari ha mostrato come persone di 19 anni d’età presentino ossa in condizioni di salute tipiche degli ultrasessantenni;
  • la carenza di estrogeni ha un impatto significativo sulla massa ossea anche in condizioni di buone assunzioni di calcio ed abitudini di vita corrette.

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