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Esame

Biomarcatori per la diagnosi dell’osteoporosi

In un recente articolo apparso su Experimental Biology and Medicine viene presentato un nuovo metodo per diagnosticare il rischio di fratture da osteoporosi nelle donne che fa uso dei biomarcatori.

Cos’è un biomarcatore?

Nella sostanza possiamo pensare i biomarcatori come delle tessere di puzzle che si incastrano solo in presenza della problematica per cui sono state costruiti. Essi sono estremamente specifici e vanno costruiti per la singola problematica da ricercare.

Come possono i biomarcatori identificare la presenza dell’osteoporosi?

I cambiamenti ormonali nelle donne in post-menopausa hanno dirette conseguenze sul metabolismo dell’osso. Ridotti livelli di estrogeni unitamente a incrementi dell’ormone follicolo-stimolante e ormone liutinizzante sembrano essere la causa principale dell’osteoporosi post-menopausale (PMOP). Risulta intuitivo capire come l’aumento di fragilità dell’osso conduca ad un aumento del rischio di frattura di quest’ultimo.

Il gruppo di lavoro del Dott. Maasalu, che sta attualmente sviluppando il metodo, ha analizzato l’RNA messaggero presente nel sangue di donne con PMOP per coglierne i tratti comuni e correlati con la presenza della malattia. L’RNA messaggero è una sostanza che contiene le istruzioni per la produzione delle proteine nel nostro corpo e porta queste informazioni nei siti dove queste vengono prodotte.

Il marcatore in questione ricerca particolari “informazion” presenti solo in donne con osteoporosi.

Il processo è ancora in fase di sviluppo ma si tratta di una promettente alternativa alla densitometria.

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