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Cancro e osteoporosi: quali correlazioni?

Quasi tutte le tipologie di cancro possono avere significativi effetti negativi sullo scheletro osseo. Il cancro è infatti un importante fattore che determina una perdita nella densità ossea (BMD) sia locale che generalizzata, indipendentemente dalla sua tipologia, aumentando il rischio di andare incontro ad osteoporosi.

Cosa lega il cancro alla densità ossea?

Questa condizione è il risultato di molti fattori tra loro correlati, che includono sia l’effetto diretto da parte delle cellule neoplastiche, sia gli effetti delle terapie utilizzate nel trattamento della patologia. Infatti, l’uso di farmaci chemioterapici, corticosteroidi, inibitori delle aromatasi (farmaci utilizzati nel carcinoma mammario per bloccare la sintesi di estrogeni) e le terapie anti-androgeniche, possono tutti contribuire ad accelerare la perdita di tessuto osseo.

Inoltre, lo scheletro è anche la sede più comune di metastasi, cioè di localizzazione secondaria di cellule neoplastiche a livello delle ossa. La crescita di queste cellule cancerose nell’osso, induce la produzione da parte delle cellule ossee (osteoblasti ed osteoclasti) di fattori che stimolano un’ulteriore crescita della neoplasia stessa. Per questi motivi, un’attenzione ed una gestione ottimale della salute dell’osso è diventata di sempre maggior importanza nell’ambito delle cure dei pazienti con neoplasia, anche in considerazione dei miglioramenti nelle cure oncologiche, che garantiscono un significativo prolungamento della vita dei pazienti rispetto al passato.

Chi sono i soggetti a rischio?

Le categorie di persone più a rischio sono le donne ed i soggetti anziani, anche se non va assolutamente sottovalutato l’impatto di una malattia neoplastica nei soggetti andati incontro a guarigione dopo una malattia neoplastica sofferta in giovane età.

Tra le neoplasie nelle quali questo problema appare di maggior rilievo, al primo posto vi è indubbiamente il carcinoma mammario, per la sua elevata prevalenza tra le neoplasie femminili, l’elevata sopravvivenza e le terapie utilizzate, che modificano generalmente il normale assetto ormonale. Altre neoplasie nelle quali sono ampiamente descritti problemi di osteoporosi e frequenti fratture patologiche (fratture che si sviluppano in assenza di traumi), sono il carcinoma prostatico, le neoplasie ematologiche (ad esempio mieloma multiplo, leucemia mieloide acuta), ed il carcinoma gastrico.

Nel complesso, quindi, tutti i pazienti con cancro presentano un rischio aumentato di osteoporosi e di andare incontro a fratture. Per questo, dovrebbero ricevere informazioni circa le misure utili a prevenire o attenuare questo rischio e, quando necessario, una specifica terapia. Tutto ciò appare di ancora maggior importanza per le persone di età avanzata, nelle quali a quanto detto, si aggiunge anche un maggior rischio di cadute e di andare incontro alle gravi conseguenze che a queste conseguono.

Quali Terapie?

Accanto all’approccio farmacologico, che si avvale di farmaci che contrastano il riassorbimento osseo, appare di grande importanza un counseling adeguato. In particolare, i pazienti dovrebbero essere informati circa il rischio correlato a possibili cadute ed al sollevamento di carichi elevati, ed avviati allo svolgimento di un’appropriata e regolare attività fisica, mirata al rinforzo muscolare ed al miglioramento dell’equilibrio. Si dovrebbe inoltre verificare se l’apporto di vitamina D e calcio risultano adeguati. Infine, i pazienti con neoplasia devono anche essere informati del potenziale aumento del rischio di caduta, nel caso debbano assumere farmaci quali analgesici e sedativi.

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