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L’esercizio coi pesi potrebbe ridurre il rischio di osteoporosi negli uomini

La prima arma contro l’osteoporosi è la prevenzione. A volte gli stili di vita sono sufficienti mentre altre, sulla base di un calcolo del rischio, il medico può decidere di procedere con trattamenti farmacologici.

L’allenamento progressivo ad alta intensità, ovvero l’allenamento coi pesi, insieme a quello per il salto sortirebbero un effetto benefico sulla densità ossea nel lungo periodo di uomini nelle seguenti condizioni:

  • stile di vita moderatamente attivo;
  • ridotta massa ossea;
  • elevati livelli di sclerostina;
  • ridotti livelli di IGF-1.

A sostenerlo sarebbe un articolo dell’Università del Missouri-Columbia pubblicato sul giornale Bone.

Pesi e salti riducono la sclerostina

L’analisi parte da uno studio precedente su un piccolo campione pari a 38 uomini tra i 42 e 46 anni. Nonostante i limiti del campione vi erano degli spunti da approfondire.

In questo caso sono stati monitorati due gruppi di uomini tra i 25 e i 60 anni d’età con ridotta densità ossea ai quali è stato richiesto di allenarsi per 12 mesi. La differenza tra i due gruppi era il tipo di esercizi che era stato chiesto loro di fare.

Il primo gruppo si è focalizzato sull’alta intensità (affondi e squat con i pesi) mentre il secondo sui salti con entrambe le gambe o solo su una.

Quello che è emerso è una riduzione della sclerostina ed un aumento dell’ormone IGF-1 in entrambi i gruppi: condizioni contrarie a quelle che favoriscono l’osteoporosi.

Limiti

Lo studio si è focalizzato su indicatori indiretti: la riduzione di sclerostina è normalmente associata ad una maggiore produzione di tessuto osseo ma non è detto che alla fine il rischio frattura si riduca automaticamente.

La misurazione del rischio di frattura unitamente alla densità ossea sarebbero stati indicatori più diretti dell’efficacia degli esercizi.

Raccomandazioni

I soggetti a rischio non devono intraprendere piani di allenamento intensi senza prima essersi consultati col proprio medico.

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