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FRAX®: uno strumento per valutare il rischio di frattura

Il FRAX® è uno strumento sviluppato dal Centre for Metabolic Bone Diseases dell’Università di Sheffield, per stimare il rischio di frattura in uomini e donne nei prossimi 10 anni. Si basa su modelli di calcolo che integrano i rischi associati con fattori di rischio clinico e i valori di densità ossea (BMD) misurati a livello del collo del femore. I modelli del FRAX® sono stati inizialmente sviluppati tenendo in considerazione un elevato numero di studi sviluppati in Europa, Nord America, Asia ed Australia.

Come si può stimare il rischio di frattura?

Il FRAX® stima la probabilità a 10 anni di andare incontro ad una frattura dell’anca e quella a 10 anni di soffrire di fratture osteoporotiche maggiori (fratture della colonna vertebrale, avambraccio, anca o spalla).

L’algoritmo di calcolo è disponibile per 27 paesi europei e numerosi altri paesi di altri continenti, ed è utilizzato in alcune linee guida sull’osteoporosi (USA, Regno Unito, linee guida europee ESCEO).

Le informazioni necessarie per calcolare il rischio di frattura sono le seguenti: la nazionalità, età, sesso, e altri fattori clinici di rischio come peso (basso BMI), storia di precedenti fratture da fragilità ossea, storia di fratture da fragilità ossea nei genitori, trattamento con glucocorticoidi, attuale abitudine al fumo, elevato consumo di alcool, artrite reumatoide, altre cause di osteoporosi secondarie. Un ulteriore informazione richiesta (facoltativa) è il valore della densità ossea misurata a livello del collo del femore.

A cosa serve il FRAX®

Il FRAX® non è un strumento diagnostico, ma semplicemente un algoritmo di aiuto per il medico, per facilitare una decisione informata sul trattamento di paziente, che era stato sviluppato inizialmente come strumento per migliorare il rapporto costo-beneficio della terapia per l’osteoporosi, in modo da indirizzare l’utilizzo delle risorse sanitarie, oggi sempre più scarse, sulle persone a rischio più elevato. Questo strumento è nato dalla consapevolezza che, malgrado i valori di densità ossea siano un buon predittore del rischio di frattura, molte fratture si verificano anche in persone con valori di densità ossea sopra la soglia di ≤2,5 T-score (valore di densità ossea che definisce l’osteoporosi).

I limiti del FRAX®

Occorre tuttavia segnalare i limiti del FRAX®. Per esempio, non tiene conto che per alcuni fattori di rischio è importante il rapporto dose-risposta (es. due fratture pregresse mettono più a rischio di una, l’assunzione di un dosaggio più elevato di corticosteroidi comporta una rischio maggiore, etc.), e non considera i fattori di rischio legati alle cadute. Alcune di queste limitazioni sono state superate dall’aggiunta di alcuni semplici calcoli aritmetici che, se otterranno una validazione scientifica, potranno essere applicati alla stima del rischio con il FRAX®. Un’ulteriore limitazione è legata al fatto che l’algoritmo utilizza solo il valore del T-score della densità ossea a livello del collo femorale, non considerando il valore a livello della colonna, che invece è il sito preferito per il monitoraggio degli effetti del trattamento farmacologico e che è il parametro utilizzato nell’ambito di numerose linee-guida.

Nel complesso, comunque, il FRAX® può essere utilizzato come semplice ed utile strumento attraverso il quale ognuno di noi può verificare rapidamente e con rigore scientifico qual è il suo rischio di frattura osteoporotica nei prossimi 10 anni.

Vi è attualmente in corso un’analisi della relazione tra Frax® e diabete.

Le controversie

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha preso le distanze dal FRAX® perché non è un suo progetto e non ha accesso ai dati e metodologie che lo hanno permesso di svilupparlo quindi, nella sostanza, non può esprimere giudizi.

Calcola il tuo FRAX®

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