ciclo mestruale

Malattia di Crohn ed osteoporosi

L’osteoporosi colpisce spesso persone con malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) come la malattia di Crohn. Chi presenta i sintomi di un tipo di patologia dovrebbe verificare l’eventuale presenza dell’altra.

Deficit alimentari

Calcio e vitamina D

Le malattie infiammatorie croniche intestinali sono spesso associate a deficienze nutrizionali. A titolo di esempio, in presenza del morbo di Crohn vi è uno scarso assorbimento di calcio a livello intestinale e conseguente indisponibilità per le ossa. Situazione analoga per la vitamina D sempre a causa della sindrome di Crohn o rettocolite ulcerosa.

Vitamina K

Scarsi livelli di vitamina K sono rilevati in soggetti con malattie infiammatorie croniche intestinali ed osteopenia. Tale vitamina è necessaria al corretto assorbimento del calcio.

Le ragioni della deficienza non sono chiare ma le più plausibili sembrano:

  • malassorbimento intestinale dagli alimenti;
  • flora batterica intestinale che produce vitamina K in condizioni alterata.

Corticosteroidi e immunosoppressori

L’utilizzo di una terapia sistemica basata su steroidi in persone affette da MICI è la principale causa di osteoporosi. L’impiego, però, del budesonide per un’azione locale sta prendendo sempre più piede come terapia contro la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa in quanto gli effetti collaterali di tipo sistemico sono quasi assenti. In poche parole il rischio osteoporosi dovuto alla terapia anti MICI si riduce.

Vi sono evidenze, inoltre, che l’associazione di farmaci immunosoppressori come l’azatioprina alla terapia prescritta garantiscano Z-score più elevati rispetto a chi non ne fa uso anche dopo la remissione della malattia cronica.

Per completezza va detto che i dati sono ancora pochi ma alcune indagini sono in corso per l’utilizzo di farmaci biologici che inibiscono le citochine, sostanze prodotte dell’organismo stesso che causano infiammazione.

Conclusioni

Il nesso causale tra osteoporosi e malattie infiammatorie croniche intestinali come il morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa devono assere ancora capite appieno. Quello che è chiaro è che in presenza di una di esse è consigliabile ricercare eventuali sintomi delle altre ed, in caso, adattare la terapia alla nuova situazione clinica.

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