Easame_MOC_per_osteoporosi

MOC, quale frequenza per le donne anziane?

Come sappiamo, la DEXA (Dual-energy X-ray absorptiometry) è la metodica di valutazione più diffusa e validate per la misura della densità ossea (BMD) e fare una diagnosi di osteoporosi. Il suo nome più comune è densitometria o MOC.

In base alle attuali linee-guida internazionali, tutte le donne dopo i 65 anni di età dovrebbero eseguirne una. Tuttavia, mentre sull’età alla quale è indicato sottoporsi ad un primo screening esiste un sostanziale accordo della comunità internazionale, minor certezze ci sono circa la frequenza che questa valutazione dovrebbe avere.

Da 5 a 15 anni tra una MOC e l’altra

Per chiarire questa tematica, ci viene in aiuto uno studio pubblicato qualche anno fa da Margaret Gourlay e colleghi per lo “Study of Osteoporotic Fractures Research Group” sulla più prestigiosa rivista scientifica di medicina, il New England Journal of Medicine. Lo studio voleva valutare l’intervallo di tempo necessario allo sviluppo dell’osteoporosi nel 10% di una popolazione di donne anziane di età maggiore di 65 anni, che non avevano mai avuto fratture osteoporotiche né assumevano terapia famacologica per l’osteoporosi. In base a questo studio, il principale determinante dell’intervallo di tempo tra una valutazione densitometrica e l’altra, dovrebbe essere la densità ossea misurata nella prima rilevazione. Infatti, per le donne che presentano una densità ossea normale o solamente una lieve osteopenia (T-score compreso tra – 1.01 e – 1.49), l’intervallo tra le densitometrie potrebbe essere di 15 anni. Diversamente, per donne che presentino già un’osteopenia moderata (T-score, tra – 1.50 e – 1.99), sembra essere sufficiente un intervallo di 5 anni tra gli screening. Infine, per donne che presentino già una condizione di osteopenia avanzata (T-score, tra –2.00 e – 2.49), il rischio di progressione ad una condizione di osteoporosi è molto più elevato, per cui viene consigliato un intervallo di un solo anno fra le valutazioni.

Questi dati, se da un lato suggeriscono che spesso la ripetizione di una MOC può risultare clinicamente immotivata, dall’altro ci avvertono che in alcuni casi la ripetizione di quest’esame è particolarmente indicata, se vogliamo garantirci una diagnosi precoce di questa malattia.

Altri fattori di rischio possono influenzare l’intervallo

Naturalmente, anche questi dati devono essere interpretati nel modo corretto, per cui, se una donna va incontro ad una patologia o a condizioni che possano alterare negativamente il bilancio osseo (ad esempio a una neoplasia e/o a rapidi cali ponderali), l’attenzione deve crescere e le valutazioni devono certamente diventare più ravvicinate. Similmente, attenzione va posta anche nel caso di donne la cui densità ossea le fa rientrare di poco nella categoria superiore, ma sono in realtà molto vicine al “confine”, per cui potrebbero passare in un tempo minore del previsto alla successiva “categoria di rischio”, presentando così un’indicazione all’esecuzione di un controllo più ravvicinato.

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