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Osteoporosi, un fattore di rischio per la colonna vertebrale

Si sente parlare di problemi alla colonna vertebrale e di osteoporosi come di disturbi tipici dell’età avanzata e magari non correlati tra loro, non è sempre così così. Si tratta di problemi che possono colpire chiunque, specie nei casi in cui, a seguito di uno stile di vita sregolato e di un’alimentazione errata, le ossa della colonna vertebrale sono portate ad indebolirsi e, in alcuni casi, a spezzarsi. Occorre perciò prendere precauzioni, preparandosi anche ad intervenire con una diagnosi precoce che accerti la presenza o meno di osteoporosi.

La colonna vertebrale: l’impalcatura che regge un capolavoro

Le ossa della colonna vertebrale sono, tra quelle soggette al rischio di osteoporosi, le più delicate. Si tratta infatti della struttura portante dello scheletro che, se trascurata, potrebbe dare problemi non indifferenti, persino neurologici. Per non cadere nell’errore commesso da quanti conducono uno stile di vita poco curato, basta partire dall’alimentazione, scegliendo di inserire nella propria dieta alimenti ricchi di calcio, che, insieme a nutrienti contenenti magnesio, potassio e vitamine del gruppo D, C e K, possono evitare l’assunzione di medicine e integratori che rafforzino le ossa. Una buona dieta, fatta di alimenti di qualità e cibi preparati con cotture salutari come la cottura al vapore, a dispetto di fritture e preparazioni elaborate, completata da un po’ di esercizio fisico (ad esempio un’ora di camminata al giorno alla luce del sole), è già un’ottima ricetta per il benessere delle ossa.

Vale la pena ricordare che recenti studi hanno evidenziato come l’assunzione di alimenti ricchi di calcio sia preferibile all’uso di integratori.

Sintomi non sempre chiari

Purtroppo i sintomi di microfratture alla colonna vertebrale dovuti all’osteoporosi sono facilmente confondibili con normali mal di schiena che poi si risolvono facendo dimenticare l’episodio o liquidandolo rapidamente.

I sintomi più eclatanti, invece, sono visibili deformazioni della colonna.

La densitometria ossea come strumento di valutazione del rischio

Tuttavia la prevenzione può non bastare e diventa necessario procedere con un esame, noto come densitometria ossea. Studiata per valutare la densità minerale delle ossa, la densitometria ossea analizza la microstruttura delle ossa, cercando di capire se il soggetto ha meno calcio del normale nelle ossa. Risulta intuitivo capire come meno calcio si traduca in minore resistenza meccanica, fragilità ossea e quindi rischio di frattura.

Si ricordi che la densitometria ossea ci fornisce una misurazione del rischio non la storia delle fratture delle nostre ossa. Solo una radiografia saprà dirci se i dolori alla schiena erano i sintomi di fratture alla colonna.

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